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Sig. Direttore, la necessità di intervenire nella normativa che disciplina l' affidamento dei figli minori di genitori separati, nasce da circostanze oggettive, che evidenziano un profondo e diffuso malessere. Attualmente in Italia, sono circa due milioni i genitori separati e, secondo dati Istat che purtroppo in questo caso non possono che essere confermati dalla quotidianità delle sentenze dei Tribunali, risulta essere in genere la madre, alla quale vengono affidati i figli nel 95 per cento dei casi, a promuovere la separazione. Dallo stesso momento in cui una moglie, sottoscrive presso uno Studio Legale la lettera di separazione dal marito, questo senza nemmeno rendersene conto, non solo si ritrova investito dalle peggiori accuse possibili, degne di un tiranno, ma nel caso la coppia abbia figli, improvvisamente privato della facoltà di padre, accantonato, escluso, non più idoneo. Paradossalmente una moglie per sfasciare la famiglia e liberarsi di colui che ha sposato deve semplicemente denunciare il marito e tutti coloro che non le sono più congeniali senza l' obbligo di portare prova di quanto dichiarato, mentre per chi si deve difendere l' imperativo e' proprio "dimostrare". Denuncie di questo genere, in alcuni casi di violenza tra le mura domestiche, possono essere più che fondate ed assolutamente veritiere, ma come si può credere che nel 100 per cento dei casi normali (fatta eccezione quindi per psicopatici, tossicodipendenti, alcolizzati, ecc..), improvvisamente i mariti divengano pericolosi, tutti con le medesime modalità, di colpo elementi da isolare dalla vita domestica coniugale, non più idonei come padri dei loro figli, ma stranamente preziosi, al bisogno, come sportelli bancomat, per le ex-mogli che disprezzano tutto ciò che è legato al deludente marito, tranne il " carissimo " portafoglio. Possibile che tutti i casi di separazione presentino quasi sempre le stesse motivazioni e che siano le mogli le vittime predefinite di questo vincolo? Bisognerebbe riflettere molto su questo punto, perchè probabilmente la vera causa è una grave crisi dei reali valori della famiglia. L' attuale legge che disciplina le separazioni è vista come un business da molte mogli senza sentimenti e da avvocati che alimentano strumentalmente rabbie e rancori, garantendo la perenne persecuzione economica del ex-marito, sventolando una lista interminabile di svincoli e vantaggi derivanti dal persistere della conflittualità accesa astutamente dalle loro clienti. In sostanza quindi, l' affidamento monogenitoriale ben lungi dal privilegiare gli interessi del minore, come pure si propone la legge attuale, si dimostra funzionale e perfetta, solo agli interessi di padri poco consapevoli ed irresponsabili, che, volendo chiudere rapidamente i rapporti con l' ex-coniuge, pensano di non avere più altro dovere verso i figli che la corresponsione di un assegno mensile e di mogli frustrate o morbosamente possessive che intendono servirsi dei figli per consumare vendette nei confronti dell 'ex-marito. I bambini durante questo tragico gioco da " adulti ", non divengono forse uno strumento di rivalsa per chi dispone del " maggior potere contrattuale "? In Inghilterra, se una madre nasconde il figlio al padre, l' affido viene cambiato a favore di quest' ultimo. In Italia, secondo l' articolo 388 C.P. è un reato non educare i figli a vedere l' ex- coniuge e le relative figure parentali (Sentenza Cassazione 2925/2000 ). Come nonni paterni, viviamo quotidianamente gli impedimenti imposti a nostra nipote che attualmente vive con la madre, ma ad oggi, dopo più di due anni e mezzo, nonostante le continue lamentele della bambina nei confronti della mancanza di tempo, orari prefissati insufficienti, carenza di continuità nella presenza dei propri affetti ed incompatibilità con le nuove figure parentali imposte di colpo dalla madre, nessuna denuncia è mai stata minimamente presa in considerazione da chi di dovere. I nonni, in genere giudicati da esperti di psicologia infantile, elementi preziosi per l' arricchimento della crescita dei nipoti, se sono paterni, vengono completamente cancellati dall' attuale ordinamento perchè così come il padre non più "affettivamente indispensabili" dopo la separazione, dal momento che alla madre solamente spetta il compito di decidere chi deve esserci o meno. Le scelte, in tali condizioni sono facilmente auspicabili. Probabilmente la spiegazione di tanta ipocrisia, risiede nel fatto, che ignorando le reali necessità dei bambini, sempre più spesso e rapidamente il genitore affidatario nel tentativo di compensare il precedente fallimento coniugale provvede ad introdurre nuove figure nella vita quotidiana, al di là della volontà dei figli, in modo da rimpiazzare il papa', i nonni e tutte le altre " vecchie " figure parentali considerate ormai inutili secondo la volontà genitoriale, in virtù di una " sana e moderna famiglia allargata ", dove la confusione dei ruoli e la mescolanza dei cognomi suonano come una pericolosa sirena d' allarme per i futuri risultati di queste pseudo-famiglie. Tutto questo, naturalmente sempre in nome della " tutela e della salvaguardia" dei Nostri preziosi bambini.
Nonni Luciana e Sante (CR) |
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