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Costituente Coordinamento Nazionale per la Bigenitorialità (CNB)
LETTERE ALLA GESEF

Dopo 9 anni di matrimonio (dalla cui relazione sono nati due figli di 7 e 3 anni), mia moglie ed io abbiamo deciso, di comune accordo, di separarci.


Rientreremo quindi a C. (BN), dove possediamo un appartamento e dove lavoriamo (impiegato statale) e maestra di scuola.


Mia moglie non vuole la casa, che lascerei volentieri a loro disposizione, ma desidera andare ad abitare, insieme ai ragazzi, a Lecce (320 Km da C.).

So benissimo, che lei può decidere come meglio crede ove stabilire la sua residenza e di conseguenza anche quella dei minori, ma opponendomi quante possibilità ho in realtà di non permettere un cambiamento di residenza ai ragazzi (non a mia moglie)?

In caso di cambio di residenza dei figli ciò provocherebbe, oltre ad un inevitabile disagio, il pericolo di vedere dilazionati i rapporti con i ragazzi sia per miei motivi di lavoro, sia per i vari impegni degli stessi ragazzi.

Limitando così drasticamente il tempo che potrei trascorrere con loro!

Compromettendo e minando il buon rapporto che ho con loro.

Gradirei, inoltre, ricevere indicazioni per poter essere assistito e poter usufruire dell’aiuto sia psicologico che giuridico affinché di fatto la separazione avvenga solo da mia moglie e non anche dai ragazz; e soprattutto vorrei sapere se ha il diritto di allontanarmeli cosi' tanto anche se lei trova la scusa di aver trovato un lavoro in quella zona.

Sperando di ricevere al più presto una Vostra risposta v'invio i più cordiali saluti.


 

Buon pomeriggio. Mi chiamo A. A., 44 anni di Napoli, disoccupato, separato non legalmente da circa 5 anni, con un figlio di 12 anni.

Volevo sapere se c'è la possibilità di ottenere una separazione legale consensuale per chi come me non ha la possibilità economica di pagare un avvocato.

Resto in attesa di una risposta.


Distinti saluti


A. A.


Io mi chiamo M. N., più conosciuto con il sopranome M.. Vivo a
Roma da poco insieme alla mia attuale moglie con cui svolgo
l'attività di commercio .......Da anni sto correndo dietro mia
figlia nata a Londra il ../../1992 dalla signora M. T. W.
L. morta il ../../2002 a V. Una situazione che mi ha portato
anche all'esaurimento nervoso con tante spese sostenute con avvocati senza
soluzione. Prima che morisse la madre, la zia di mia figlia I. L.,
che vive e lavora a Londra, me l'ha portata via senza nessun modo di
salutarla e di mettermi in contatto.
Vorrei di conseguenze incontravi per esporre il calvario che sto vivendo e i
pensieri per la mia figlia che amo tanto e senza di lei soffro.
Vogliate contattarmi al 347....... oppure al 06........, o rispondere al mio
ms e-mail per un'eventuale appuntamento.
Distinti saluti


 

Vorrei tanto sapere dove trovare qualche legge che stabilisce che il padre deve vedere suo figlio 3 volte a settimana....se esiste!


Personalmente convivevo; io e lei abbiamo un bellissimo bambino e da circa 2 mesi la convivenza si é interrotta causa un mio errore di immaturità.

Dopo svariati tentativi di riconciliazione nei quali non sono arrivato a capo di nulla, mi é stato imposto di firmare una scrittura privata la quale cita che posso vedere il bambino 3 volte alla settimana e versare un corrispettivo pari a 250 €uro mensili per gli alimenti.

Non é per i soldi, ma per quanto riguarda i miei diritti verso mio figlio ....

Dove posso reperire fonti di informazioni che mi dicono quali effettivamente sono i miei diritti?

Oppure in base alle varie storie è sempre il giudice che decide???

Devo sempre vederlo con i nonni al mio fianco??

Devo sempre andare a casa loro, citofonare e chiedere se posso vederlo?

E le ferie?

Oppure le vacanze di Natale e Pasqua??

Cioé: può lei prendere queste posizioni??


Grazie della pazienza....


 

Salve, sono un padre (lo ero...) separato con una figlia di ormai 13 anni.
Sono oltre 2 anni che oltre a non poter stare con mia figlia (che ormai si "rifiuta" di farlo naturalmente "supportata" dalla madre) mi presento dal Giudice Tutelare per ottenere "giustizia".

Mi scuso se queste cose per voi sono il pane quotidiano ma non so piu' che pesci pigliare...

A chi devo rivolgermi per essere padre? Il Giudice Tutelare non ha, o non vuole fare, azioni drastiche; ad esempio imporre (stavolta per davvero !!!) alla madre di consegnarmi la bambina almeno per i giorni stabiliti nella sentenza di separazioone CONSENSUALE (dal 10 aprile 2001 non riesco ad avere mia figlia nemmeno per un'ora).

Scusandomi di nuovo, Vi chiedo come posso fare e a chi dovrei rivolgermi per evitare brutte cose, visto che la "giustizia" è solo per le mamme e per la puntualità dei soldi di mantenimento...

Grazie per il vostro tempo,


distinti saluti,


G. P.


 

Avete centrato perfettamente il problema, credo. Io non so, non riesco a capire se mio figlio è angosciato dal "distacco" con il padre, o dalla sofferenza che legge nei miei occhi, o da tutti e due.

Ma è proprio questo che volevo dire: sento questo potere assoluto su di lui, su mio figlio: la mia sofferenza rischia di essere la sua e questo è un pensiero che mi distrugge, è come se non mi sentissi libera di essere addolorata o triste, mi sembra di essere, senza volerlo, un dittatore che ha potere totale...

Comunque grazie


 

Sono la nuova compagna (stiamo insieme da 7 anni) di un uomo separato da 10 anni e con 2 figli. Dopo continue lotte in tribunale con l'ex moglie si è definitivamente convinto che non vuole avere più figli ed io sono disperata e non so come fargli capire che non tutte le donne sono uguali; vorrei un figlio con lui, ma oramai non mi resta che rassegnarmi: devo scegliere se lasciarlo o rimanere con lui comunque. Che devo fare? Ho un disperato bisogno d'aiuto!

E.


 

Spett.le Gesef,
oggi mi e' successo quello che a volte leggevo che capitava agli altri; ho bisticciato con mia moglie e mio suocero. Questa sera avrei voluto far cenare mia figlia da me; non me l'hanno permesso e cosi' ci siamo minacciati a vicenda. A nulla è valsa la mia opera di convincimento, ce l'ho messa tutta, ne' con le buone ne' tanto meno minacciandoli dicendo che sarei andato dai c/c.
Mi sono ripresentato dopo qualche minuto con un testimone e stesse scenate di poco prima; Cosi' mi sono deciso: domani mattina con l'aiuto del mio avv. sporgero' querela contro mia moglie e mio suocero per cio' che è successo.
Sono ormai piu' di 2 mesi che si va' avanti cosi'; lei sa che la nostra udienza sara' il 10/.., quindi fino a quella data io ho gli stessi diritti di mia moglie, e fino ad adesso ho sopportato di tutto, ma adesso basta: voglio muovere un gran polverone, non ho piu' niente da perdere, peggio di cosi' non puo' andare, quei pochi soldi che riesco a guadagnare con mille sacrifici li voglio spendere tutti in avvocati, querele, pareri di periti ecc........
Mi potete dare qualche suggerimento sulle querele che faro' domani?
Grazie,

I.


 

Buongiorno,
sono molto imbarazzata nel chiedervi questo consiglio, ma non so a chi rivolgermi e sto vivendo una situazione non facile.
Da alcuni mesi frequento un ragazzo sposato con due figli; quando ci siamo conosciuti lui se ne era andato di casa ed io pensavo che la situazione fosse definitiva. Un mese faè dovuto tornare nel suo paese d'origine, dove vive sua moglie con i figli, per ottenere la separazione, lui ha detto.
Il mio dubbio è questo: lui vuole che la nostra relazione rimanga nascosta fino a quando non otterrà la separazione consensuale, perchè in caso si venisse a sapere della nostra relazione, potrebbe perdere i figli.
Non sono riuscita ad ottenere informazioni precise in merito e spero che voi vogliate aiutarmi.
In attesa, saluto cordialmente.

L.


 

Sono un neopapà con l'angoscia di perdere il figlio a causa di contrasti con la di lui madre.


Ho fatto una ricognizione su Internet e sono così finito sul vostro sito
.


Non ho ancora contattato legali nella speranza, poco probabile in verità, che ciò risulterà non necessario.


Scrivo per chiedere consigli su persone a cui rivolgermi, per esporre dettagliatamente il mio caso, nel modo in cui si sta profilando.


Mille grazie

M. C.


 

Mi chiamo C., ho 2 figli e vorrei sapere gentilmente per l'affido cosa bisogna fare.

Come posso muovermi nei confronti di una ex moglie che vorrebbe trasferirsi in un'altra citta' con loro?

Grazie per ora per la vostra attenzione.

C.


 

Innanzitutto voglio fare i miei complimenti per le vs.iniziative, in secondo luogo sottolineare la scarsa attenzione che tutti i papà hanno per tutti i mezzi di comunicazione, associazione, approfondimento, dovuta, a mio avviso, a quello che poi è l'impatto giornaliero con il "problema", e non solo.

VIVERE SENZA I PROPRI FIGLI è come alzarsi il mattino senza energia, senza un braccio, senza le gambe, senza la testa, senza la capacità di affrontare il problema con incisività, lucidità ed equilibrio in quanto tocca le corde più profonde dell'essere umano: emozione, sentimenti, amore.
Ho 43 anni, sono genitore di due bambini (M. 8anni, A. 4anni) che a loro volta hanno ognuno la propria mamma. Si, esattamente, ho due ex; dalla prima sono regolarmente divorziato,con la seconda sto nella fase di separazione giudiziale tra Trib.Min. e Trib.Civ. in quanto coppia di fatto; dedico più tempo a cercare di risolvere il "problema dei figli"(avvocati, udienze c/o i vari tribunali,mediazioni familiari,CTU, investigatore privato, e tutto quello che un padre fa per poter, almeno, vedere i propri figli,) che al mio lavoro.
Ad oggi, dopo anni di mediazioni, analisi psicologiche (qualche domanda sui perchè me la sono fatta), umiliazioni, battaglie legali, violenze psicologiche,denunce penali, sperperi finanziari, provvedimenti giudiziari, mi sono presentato per l'ennesima volta c/o la stazione di competenza dei Carabinieri per denunciare l'ennesimo "mancata osservanza di provvedimento del tribunale" art. 388 c.p.p..
E' d'uopo, prima di proseguire, soffermarsi sui fatti: -non ho la possibilità di stare con A. dal dicembre 2001, sono solo 16 MESI;
-non ho la possibilità di stare con M. da luglio 2002, sono solo 8 mesi
-i due fratelli non si frequentano da 16 mesi (il più grande, alla richiesta della maestra, non sa se il fratellino è vivo).
-sono stato convocato dal Giudice come querelante che si è limitato a sottolineare che non era quello il "modo "(la denuncia) di risolvere il problema. Mi sono permesso di chiedere per ben tre volte, quale a suo avviso poteva essere il metodo alternativo , e quest'ultimo di fronte alla mia quarta richiesta di illuminazione ha mostrato segni di insofferenza , asserendo che non aveva tempo da perdere.Io e i miei figli gli stavamo facendo perdere tempo, come se quello dove ero stato convocato non fosse la sede della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori. Mi sono quindi anche indignato, ma il problema resta!
Tornando ad oggi, ho presentato la denuncia ai Carabinieri dell'ultimo accadimento,e narrando l'episodio del Giudice, il militare è rimasto attonito. A questo punto la comunicazione formale si è esaurita e siamo passati , dopo aver esaurito le incombenze formali e burocratiche, a un tono confidenziale. La discussione è stata per me molto proficua, e mi ha fatto addivenire ad una conclusione che voglio evidenziarvi: VOGLIO INCATENARMI AI CANCELLI DEL TRIBUNALE DEI MINORI insieme ad altri padri nella mia stessa condizione o similare. Sarebbe cosa gradita se questa iniziativa fosse anche da voi, non dico condivisa, ma solamente promulgata in modo da poter scuotere questa sonnolenza politica, giudiziaria, mediatica . Saluto tutti con un grande abbraccio, resto in attesa di una vs. risposta e a disposizione per qualsiasi documentazione riferita alla mia situazione.
Roma, 7 aprile 2003
F. G.
e-mail: f.........g.....@tiscali.it


 

SALVE MI CHIAMO F., SONO UN PADRE DI UN BAMBINO DI 5 ANNI , V.,
E DOPO UNA CONVIVENZA (NON ERAVAMO SPOSATI) DI ALCUNI ANNI MI TROVO A DOVER PATTUIRE DI FRONTE AL GIUDICE I GIORNI DI "VISITA" (COSI' L'AVVOCATO DELLA MIA EX COMPAGNA LI DEFINISCE).

SONO USCITO DALLA CASA DELLA MIA EX E DI MIO FIGLIO 2 ANNI FA' QUANDO V. AVEVA 3 ANNI.

QUELLO CHE VI CHIEDO, DATA LA VOSTRA ESPERIENZA, E' QUALCHE UTILE SUGGERIMENTO O INFORMAZIONE, POICHE' IL MIO INTENTO E' QUELLO DI AVERE LA POSSIBILITA' DI STARE IL PIU' POSSIBILE CON MIO FIGLIO (UNA SORTA DI AFFIDAMENTO CONGIUNTO, ANCHE SE SO' ESSERE IMPOSSIBILE..O QUASI), MENTRE LA MIA EX SCRIVE
DI VOLERMI DARE LA POSSIBILITA' DI TENERE IL FIGLIO SOLO 2 VOLTE A SETTIMANA PER IL POMERIGGIO, LA SERA E A DORMIRE.

IO,INVECE, NON VORREI STARE PER QUATTRO GIORNI SENZA VEDERLO. PRATICAMENTE CHIEDO DI POTER DIVIDERE EQUAMENTE I NOSTRI TEMPI E I NOSTRI SPAZI CON NOSTRO FIGLIO (NON SAREBBE COSI' COMUNQUE, CONSIDERANDO LE ORE IN CUI STIAMO CIASCUNO CON V...).

MA LA MADRE, DOPO RIPETUTE LITI DURANTE QUESTI DUE ANNI DI SEPARAZIONE, CONSIDERANDO LA TRADIZIONE DEGLI AFFIDAMENTI DALLA PROPRIA PARTE, INSISTE CHE DUE VOLTE + UNA E' ANCHE TROPPO!
DOVENDO ANDARE A FIRMARE UNA COSA DEL GENERE FARO' DI TUTTO PER AVERE I MIEI DIRITTI/DOVERI (CONSIDERANDO CHE SONO ANCHE QUELLI DI MIO FIGLIO!).

DISTINTI SALUTI.

F........@VIZZAVI.IT


 

Sto per diventare padre ma non mi sposero mai perchè "nuoce gravemente alla salute". Temo che finirò presto la convivenza e non comprerò la casa perchè ho paura di perderne il possesso non appena la madre lo decide. Torno a casa mia e chiedo l'affido congiunto. Almeno riesco a tutelarmi un po'.
Mi sento uno schiavo in catene nelle mani di una donna.
Questa società mi disgusta!
Non so se la mia scelta è moralmente corretta, ma cosa posso fare?


S. B.



Spett.le Gesef, mi complimento con voi per il vostro sito che tratta argomenti molto delicati; domani farò il bonifico bancario per iscrivermi alla vostra associazione proprio perché sono fiducioso del vostro operato.
Io purtroppo sono nel pieno di una separazione che da inizialmente consensuale diventerà probabilmente giudiziale in quanto io e mia moglie non ci accordiamo sulle giornate e pernottamenti della nostra bimba prossima ai 4 anni; premetto subito che sono sempre stato veramente un bravo marito e soprattutto un bravo papà, ma purtroppo mia moglie è stata deviata, anzi plagiata, in maniera incredibile da alcune sue amiche, tutte divorziate e poco di buono. Per cui ha chiesto la separazione con delle condizioni assurde riguardo appunto la bimba; mi sta facendo una guerra assurda proprio perché sa di essere nel torto e così facendo la nostra bimba stà manifestando traumi.
Proprio per il suo bene io sto lottando con tutte le mie forze ma sto incontrando mille difficoltà, avrei bisogno di esporvi i miei problemi e se possibile ricevere qualche consiglio, sono una persona a posto ma sto andando un po'in crisi, ho bisogno di una mano.
Vi ringrazio anticipatamente, aspettando vostre disposizioni, tenete conto se possibile del mio caso che è urgentissimo. Grazie.

I. M.


 

Mi trovo in mezzo al "guado" della separazione da mio marito: 15 anni di vita insieme, figlio di 10 anni.
Lui se ne è andato da 4 mesi, ora ha una casa sua.
La separazione è per ora solo di fatto. Niente soldi mensili (del resto io e il bambino abitiamo nella casa di proprietà di sua madre), niente avvocato, niente orari per vedere il bambino: il lavoro di mio marito non consente granché un calendario "rigido" per cui lui viene quasi tutte le sere a fine giornata lavorativa (verso le 19) e se ne va verso le 20 anche per mantenere un'idea di "continuità". Un fine settimana per uno.
Ma questa situazione non è delle migliori per me: vederlo ogni volta che viene (a quell'ora non posso andare a spasso, devo preparare la cena ecc.) è straziante, e mi pare anche impari che lui possa venire a casa nostra mentre io non ho accesso alla sua. Del resto chiedere una diversa gestione (tipo due mezzi pomeriggi, o tre, alla settimana) significherebbe togliere a mio figlio la possibilità di vedere il padre.
Voi che difendete tanto i padri, cosa mi consigliate: accettare questa situazione o posso fare qualcosa?


 

Scusatemi, avete ragione, forse era più uno sfogo che altro, so benissimo che ormai è tardi, ho versato la quota di iscrizione soltanto pochi giorni fa perchè solo pochi giorni fa ho saputo della vostra esistenza.
Chiamo da S. e mi chiamo M. , i miei figli sono T., 14 anni, e M., 12.
Se avete bisogno di qualunque aiuto, fotocopie delle udienze per la casistica, qualunque cosa non esitate a chiedere, datemi un numero di fax e vi spedirò 10 anni di udienze.
Vi stimo molto per quello che state facendo per i padri futuri, ma penso che per me ormai non ci sia più niente da fare, è anche per quello che vorrei rendermi utile, almeno per gli altri.
Ho avuto purtroppo un iter giudiziario, come dicevo, di circa 10 anni se vi avessi conosciuto prima forse avrei potuto evitare tante cose.
Sto perdendo, anzi ho già perso la stima dei miei figli, la loro madre ed i di lei genitori hanno fatto in modo di denigrare a tal punto la figura paterna che l'hanno addirittura sostituita con il nonno, che adesso chiamano "papi".
Due anni fa il figlio più grande ha smesso di venire da me e non è venuto per 8 mesi, alla fine ho contattato i servizi sociali che hanno fatto in modo che lui tornasse, ma da allora io non so più chi è, non mi racconta più niente di sè, se non le cose che gli dice la madre di raccontarmi.
Sono plagiati dalla famiglia dove vivono ed io non ho più voce in capitolo da ormai molto tempo, non vengo informato se hanno la febbre, nè mi viene detto i risultati di esami che fanno, (quello grande ha anche avuto problemi grossi alla testa, ma il dottore che lo ha in cura adesso non vuole parlare con me, forse perchè la madre gli ha detto chissà quali cose di me, e quindi non so niente della salute loro, so solo che fanno dei controlli dalle fatture ospedaliere che mi arrivano .
Ho chiesto al tribunale la revisione dell'affidamento, ho portato vari testimoni, ho dimostrato che i figli vivono con i nonni materni da quando lei si è tagliata le vene, ho dimostrato che ha sofferto di un Disturbo Borderline della Personalità, e che è rimasta in cura fino all'anno scorso, ho dimostrato che io ho difficoltà a sapere informazioni sulla vita dei miei figli, che ho difficoltà a farmi rispettare da loro ed ho cercato di fargli capire che tutto era riconducibile ad un atteggiamento della madre e dei di lei genitori, i quali nel tempo hanno pian piano denigrato me ed i miei genitori a tal punto da non riconoscerci più come parte della loro famiglia.
Lo psicologo nominato dal tribunale ha distorto ogni mio tentativo, ha ascoltato molto i ragazzi che essendo plagiati da quella famiglia hanno detto che preferivano rimanere così com'erano e così lui ha fatto, ha compilato la relazione come se fosse colpa mia che i ragazzi non mi considerano, mi ha accordato qualche giorno in più di visita facendomi la ramanzina sulla qualità del tempo che passo con loro.
Mi ha richiamato anche sul fatto che non vado alle risonanze magnetiche di mio figlio, quando io gli ho spiegato chiaramente che non vado perchè in un momento delicato per il ragazzo come quello non voglio che veda anche la mamma ed il babbo che litigano cosa che è successa tutte le volte che sono andato.
Sono anche addirittura costretto a nascondermi quando la trovo a fare la spesa perchè se mi vede inveisce contro di me e la mia compagna senza ritegno, è arrivata a farci anche dei gestacci veloci mentre ci incrocia con la macchina, è diventata una cosa invivibile, i ragazzi quando incontrano gli elementi che appartengono alla mia famiglia mentre sono con la madre sono costretti a non salutarli ed adesso hanno cominciato a farlo anche con me.
Per ora ha deciso soltanto lo psicologo, fra quindici giorni deciderà il tribunale ed è qui che forse potevate entrare in scena voi, ma tanto ormai quello che è fatto è fatto, quando avranno deciso affronterò il divorzio e la farò finita, sono stanco di queste lotte, tanto adesso con lo psicologo dalla sua parte mi vieterà di vederli completamente ne sono sicuro.
Continuerò lo stesso a versare la mia quota annuale per voi sperando che i vostri sforzi siano utili per i padri separati dai figli del futuro . Grazie
PS Solo una domanda : Perchè le mamme sono protette così tanto dalla legge?

 



Spero che abbiate molto tempo a disposizione, mi chiamo M. ed ho 8 anni di separazione conflittuale alle spalle, nonostante tutto riesco ancora a vedere i miei figli, anche se per loro sono poco più che un amico, ma almeno li vedo.
E'bene che sappiate che tutti gli sforzi che state facendo per ora sono vani, speriamo che siano utili per i genitori separati futuri, l'ultima sentenza mi ha veramente deluso, mi ero affidato al sistema giudiziario per denunciare un estremo disagio nel cercare di far valere il mio ruolo di padre a causa di una madre con non pochi problemi psicologici.

Ho due figli di 12 e 14 anni, sono separato legalmente da 8, ovviamente i ragazzi sono stati affidati in maniera totale alla madre, senza assolutamente valutare chi di noi due fosse genitore idoneo, i periodi sono sostanzialmente con visite a fine settimana alterni e pochi giorni in più per le ferie estive e natalizie.
Fin dai primi giorni della separazione la madre ha considerato i figli oggetti appartenenti a lei ed ai suoi genitori, in poco tempo ho visto i miei figli trasformarsi in nemici, spie in casa, registratori umani atti a riferire in modo minuzioso tutti i vari discorsi e cambiamenti che avvenivano in casa del "babbo".
Sono stato in preda al plagio di lei e della sua famiglia fin dai primi periodi di fidanzamento, fino al punto di togliere completamente i miei genitori dalla mia vita, perchè secondo lei mi confondevano le idee.
Il plagio è andato avanti fino al periodo in cui ho scoperto tutti i vari suoi tradimenti, mi ci è voluto un bel pò di mesi per rendermene conto, ma poi ce l'ho fatta a decidere di separarmi, comunque ancora ero succube delle sue decisioni riguardo ai figli, anche perchè mi ricattava dicendo di non farmeli vedere più.
Neanche quando lei si è tagliata le vene ed è stata ricoverata ho fatto niente contro di lei perchè ancora una volta ho avuto paura e me ne sono stato lì come un cagnolino ad aspettare che stesse meglio.
Ho avuto un lungo risveglio dal plagio di quella donna che è durato degli anni, mi hanno aiutato la mia ragazza ed una psicologa.
Appurato che mi sono svegliato tardi e mi sono reso conto tardi di tutto quello che stava succedendo ho cominciato a reagire, suscitando nella madre una dichiarazione di guerra, con relative denuncie strumentali, architettate con attenzione ai minimi particolari e con la complicità dei figli e dei di lei genitori.
Il ragazzo più grande è stato ricoverato per un problema grave alla testa, ha subìto tre interventi chirurgici in tre mesi, per fortuna adesso è quasi del tutto risolto, ma oltre al dolore della malattia ho dovuto subire le "matterie" della madre che usava il ragazzo malato per fare la guerra a me, alla mia ragazza e ai miei genitori. Nel tempo ha continuato ad usare la malattia del figlio per farsi compatire in tribunale, un pò ovunque.
Tutt'ora ho su mio figlio informazioni sul suo stato di salute che riesco a racimolare qua e là, come riesco ad instaurare un rapporto con il medico che lo ha in cura lei lo cambia subito per il semplice gusto di escludermi totalmente dalla vita dei miei figli, le decisioni sull'iter terapeutico ovviamente sono decise esclusivamente dalla madre, io vengo chiamato in causa solamente quando c'da pagare qualche specialista di chissà quale paese europeo che arrivano a delle cifre allucinanti, ed io senza sapere perchè lei c'andata , senza sapere che cosa è stato detto e deciso devo pagare come ha deciso il giudice tutelare di S. dopo un mio tentativo di ricorso ( grazie giudice ), grazie a lui adesso devo pagare anche le fatture false che lei si fa fare essendo infermiera all'ospedale di S..
Grazie al suo lavoro ha fatto sparire anche le cartelle cliniche che attestano il suo squilibrio psicologico, non so quante volte ha tentato il suicidio, ed in vari modi fino al ricovero per il taglio delle vene ,pochi mesi dopo che il tribunale le aveva affidato i figli ( era sicuramente idonea ),
le è stato diagnosticato un "Disturbo Borderline della Personalità" "ciclotimia" "bulimia", abuso di alcool ecc., insomma proprio la persona adatta per gestire un nucleo familiare di due bimbi di 6 e 8 anni, infatti da all 'ora i ragazzi vivono con i nonni materni perchè nemmeno loro si fidano a lasciarli a lei, il nonno ha sostituito negli anni la figura paterna al punto che lo chiamano "PAPI".

Con in mano tutte queste belle cose, ed anche altre che vorrei specificare incontrandovi, ho fatto ricorso per l'inversione dell'affidamento, richiedendo la perizia psicologica della madre, l'acquisizione delle cartelle cliniche ecc.

Tre mesi fa sono iniziate le sedute con un gentilissimo psicologo di un ctu di Firenze, tutto bene, sembrava che riuscisse a capire tutti i miei disagi, fino al giorno in cui inspiegabilmente ha fatto retromarcia dando la totalità dell'affidamento alla madre, non prendendo in considerazione le mie parole, decidendo in base alle parole di lei ed alle parole dei figli da lei plagiati, bravissimo, adesso in poco tempo perderò ogni diritto sui miei figli, non ce l'avevo prima, figuriamoci adesso che le hanno dato ragione.
Comunque non disperiamo, non è ancora detta l'ultima parola, adesso dovrà pronunciarsi il giudice ( andiamo bene ) con una perizia totalmente a favore della madre praticamente sono nella m.....

Ed è qui che un mio amico mi ha parlato di voi, ho 15 giorni prima che il giudice decida della mia vita con in mano una perizia di uno psicologo forse non troppo imparziale o completamente incompetente per non accorgersi che i figli sono plagiati dalla madre e dal "PAPI", l'unica spiegazione è che gli abbiano dato tanti soldi perchè anche uno studente in psicologia al 1° anno si sarebbe accorto della situazione.
Confidando in un vostro celere aiuto vi saluto.

M.


 

Sono nuovo e leggendo lettere e pareri dò ragione a molti come i nonni Luciana e Sante, purtroppo noi papà non siamo considerati.. Ad alcune donne è permesso dire falsità, che vengono trasformate in verità strumentale,senza aver nessun ritegno per i figli,sono esclusivamente solo un mezzo per ottenere quello che vogliono,poi basta un sorriso o una lacrima e il gioco e'fatto. A me mi hanno accusato delle cose più tremende,quando poi dove vivo tutti hanno visto il mio attaccamento a casa e famiglia,e per nascondere le violenze del figliastro e le gelosie della madre hanno strumentalizzato la situazione verso mia figlia senza ritegno,le persone e i minori non hanno nessun valore pur di nascondere i segreti. Segreti che se vengono detti, per paura ti denunciano o ti fanno considerare una persona pericolosa o matta.Io non mi tiro indietro e anche se per nascondere i loro segreti mi faranno togliere la paternità di mia figlia(la considero un azione da criminali) non mi fermerò mai perché la verità deve venire fuori e che la madre protegga il figlio a discapito di una minorenne non ci sto.
Saluto tutti ,se saremo sereni perché non siamo quelli descritti, questo ci darà la forza di andare avanti e forse far uscir fuori la verità.


Oggi per me è stato il giorno più brutto della mia vita nella relazione che lei ha depositato in tribunale afferma che lavora part time con uno stipendio di ca. € 350,00 ed io lavoro a tempo pieno con ca. € 900,00 per tanto lei vorrebbe da me la somma mensile di € 450,00 a parte il fatto che sto pagando un finanziamento dell'auto intestato a lei di € 317,00 e ne ho chiesto un'altro per le spese di tutto questo che praticamente pago € 158,00 e nel prestito c'era una offerta che se metto da parte per 15 anni € 78,00 alla scadenza ho un po' di soldi per il bambino quindi io di spese fisse al mese ho € 553,00 e non so come fare se mi viene imposto una cosa del genere. Premesso comunque che lei lavora a tempo pieno anzi praticamente fa circa 11 ore di lavoro con uno stipendi di oltre € 1000,00 e che comunque in casa dove ancora risiedo c'è una tranquillità unica tantè 'che andiamo ancora a letto insieme, che abbiamo ancora rapporti sessuali, che al mattino e alla sera mi dà il bacio della buona notte e via discorrendo. Voi vi chiederete allora perché vi separate? Io penso proprio che sia per i genitori di lei che non mi hanno mai visto di buon occhio; e questo me lo conferma il fatto che lei tutte le volte che è dai suoi quando torna se avesse un pugnale non esiterebbe ad usarlo verso di me; ma la cosa peggiore è che il bambino sta facendo lo stesso. Tutte le volte che tornano mio figlio mi dice che devo andare via da questa casa, che non mi vuole più; ed io devo tutte le volte sudare sette camicie per far si che si tranquillizzi e torni ad essere il bambino che ho sempre visto e che mai smetterò di amare.
A desso come prove ho le testimonianze di persone che sono andate nel posto di lavoro e l'hanno vista lavorare (fa la parrucchiera). Ho il tabulato del telefono di casa dove su 100 telefonate 60 sono state fatte ad un numero di cellulare; ho una registrazione dove il bambino mi dice che la mamma si è baciata con un altro tato; quando gli ho chiesto se lui gli aveva detto qualcosa mi ha risposto irritato che lei insisteva. Adesso sono arrivato agli sgoccioli. Venerdì ../../2003 abbiamo l'udienza in tribunale ed ho paura che sono solo io e il giudice perchè l'avvocato è molto scettico e proprio non vuole saperne di questa cosa: sembra quasi convinto che non riesco ad ottenere l'affidamento congiunto e a vedere mio figlio tre giorni a settimana.
Ringraziandovi per il supporto morale che ormai mi si era spento, adesso sono del parere che la cosa sarà lunga ma ho fiducia nella giustizia.

S.



Mi chiamo S. vivo a P. e in poche parole le Vorrei spiegare cosa mi è successo il gg ../../2002 rientrando a casa ho sentito che mia moglie era al telefono sono salito in camera e lei era sdraiata sul letto con mio figlio accanto e praticamente le uniche parole che udito sono state "ti prego amore dammi un bacio dammi il bacio della buona notte" gli ho chiesto con chi era al telefono e lei mi ha risposto "non ti interessa era una persona" mi sono sentito esplodere una bomba dentro e l'unica cosa che mi è venuta di fare era quella di uscire di casa per cercare di ritrovare la calma dopo varie telefonate che mi ha fatto lei sul mio cellulare sono rientrato la mattina alle quattro lei dormiva con il bambino e io sono rimasto sul divano verso la 9.30 10.00 si sono svegliati e lei e venuta a dirmi che stava facendo uno scherzo ad un ragazzo amico di una sua compagna di lavoro ho telefonato a questa ragazza e lei praticamente mi ha detto che non aveva assolutamente sentito mia moglie la sera prima e a questo punto sono arrivato alla conclusione che lei ha una relazione con un altro il martedì lei e tornata a lavoro e praticamente il pomeriggio è andata da un avvocato chiedendomi la separazione io ho cercato di fargli capire che sbagliare e umano e si può perdonare ma perseverare non è ammissibile lei non ne ha voluto sapere e mi ha mandato una relazione dove praticamente io gli devo lasciare tutto mobili regali di nozze e soprattutto mi ha scritto che mio figlio deve essere affidato a lei stare con me un fine settimana l'altro con lei e durante la settimana che sta con lei me lo lascia dalle 21.00 del mercoledì fino alle 9.00 del giovedì quando torna all'asilo.
adesso sono in possesso dei tabulati del telefono proprio nel periodo di settembre e ottobre e tutto conferma che lei ha un'altro adesso è possibile che una donna solo al suo schioccare delle dita mi abbia fatto buttare 10 anni della mia vita e soprattutto mi tolga la cosa più importante di me, io non voglio niente di cose materiali vorrei soltanto poter stare con mio figlio. Dato che non ho firmato quello che lei mi voleva imporre adesso e andata per via giudiziale secondo il Suo parere un giudice puo impormi di vedere mio figlio una volta ogni 15 giorni? Visto che sono io la parte lesa! Visto che ancora oggi sto subendo torti nel senso che quando vuole lei mi viene ad abbracciare a baciare e che dopo due mesi proprio ieri ha voluto fare l'amore con me e oggi non mi ha neppure guardato in faccia? non so proprio come comportarmi ho sentito il parere di un avvocato e mi sembra che non abbia scampo perchè mi ha detto che anche se sono la parte lesa anche se sul codice civile i genitori sono uguali davanti ad un minore un Giudice da sempre e comunque l'affidamento alla madre e quando si legge "LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI" ebbene questo non è vero.
Purtroppo non ho potuto spiegare in queste due righe in maniera dettagliata come sono andati i fatti ma se potreste darmi un consiglio gliene sarei veramente grato almeno se posso avere qualche probabilità di ottenere l'affidamento congiunto e di poter stare insieme a lui metà settimana.
Certo di una Vostra risposta le porgo i miei più distinti saluti.

S.


A tutti i padri che amano i propri figli .

Sono una mamma triste che ha letto delle storie tragiche e inconcepibili. Le vostre.
Tutti , padri e madri ci dimentichiamo che siamo persone!!!
Mi chiedo come i nostri figli possano crescere e avere una visione del mondo non condizionato dal nostro egoismo e soprattutto la nostra cattiveria se vivono così , strappati da una parte all'altra e tutto per dei fallimenti nostri , "degli adulti" che dovrebbero dare l'esempio ai cuccioli.
Ad un bambino non sò come si possono spiegare queste cose.
Ho anche io un matrimonio fallito alle spalle , ma ciò che non potrei sopportare è negare l'affetto del babbo al mio bambino che dovrà diventare ragazzo e poi uomo con un'idea splendida dell'amore e dei sentimenti, anche se non ha mai visto i suoi genitori abbracciarsi o baciarsi.

Un incoraggiamento a tutti, nella speranza che la ragione prevalga sempre. Forza.
A.



Non ho trovato sul Vostro sito un indirizzo di una sede Gesef in Emilia Romagna: non esiste? A chi devo rivolgermi per sapere se in qualità di padre separato non affidatario, e non esercente la potestà genitoriale, posso avere informazioni del mio bambino,di 4 anni,che vive in un'altra città, direttamente dalla Scuola Materna da lui frequentata, poichè la madre mi dice di qualche problema di natura psicologica fatta rilevare dalla scuola stessa? Il mio Avvocato mi aveva assicurato che potevo farlo, ma dopo che mia madre, in nome e per conto mio, ha telefonato alla scuola per chiedere un appuntamento, che è stato immediatamente rifiutato da una maestra, mi è stato comunicato dal Legale della madre, con raccomandata, che era stato dato avviso alla Scuola di riferire notizie solo ed esclusivamente alla madre affidataria.
Ho forti dubbi che possa trattarsi di un'ulteriore manovra della mia ex per ridurre ulteriormente i momenti di incontro con il mio bambino, perchè se così non fosse, che cosa avrebbe da temere se parlo con la scuola? Ma soprattutto, perchè la scuola rifiuta un contatto diretto con l'altro genitore(non mi hanno mai conosciuto) in nome di quale Legge ?
Avrei veramente bisogno di una informazione che mi possa dare la possibilità di 'agire'. Ho proprio l'impressione che anche i Legali, una volta incassata la parcella per la separazione, poi ti abbandonino!!!!
Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti!!

F. P.
b.....@libero.it


Dopo 14 anni di matrimonio (dalla cui relazione sono nati due figli di 12 e 7 anni), mia moglie ed io abbiamo deciso, di comune accordo, di separarci.
Lo faremo nell 'estate prossima appena rientreremo in Italia, avendo per tale data cessato il mio periodo di lavoro all'estero.
Rientreremo quindi a C. (RM), dove possediamo un appartamento e dove lavoro
(impiegato statale).
Mia moglie (casalinga) non vuole la casa, che lascerei volentieri a loro disposizione, ma desidera andare ad abitare, insieme ai ragazzi, a Roma (40 Km da C.).
So benissimo, che lei può decidere come meglio crede ove stabilire la sua residenza e di

conseguenza anche quella dei minori, ma opponendomi quante possibilità ho in realtà di non

permettere un cambiamento di residenza ai ragazzi (non a mia moglie).

In caso di cambio di residenza dei figli, ciò provocherebbe, oltre ad un inevitabile disagio, il

pericolo di vedere dilazionati i rapporti con i ragazzi sia per miei motivi di lavoro, sia per i

vari impegni (scuola, attività sportive, amichetti, ecc.) degli stessi ragazzi.

Limitando così drasticamente il tempo che potrei trascorrere con loro e di ritrovarmi a fare

le visite dello zio! Compromettendo e minando il buon rapporto che ho con loro.

Gradirei, inoltre, ricevere indicazioni per poter essere assistito e poter usufruire dell’aiuto sia
psicologico che giuridico affinché di fatto la separazione avvenga solo da mia moglie e

non anche dai ragazzi.

Ho sentito parlare di “mediazione familiare” come funziona? E a chi posso rivolgermi, una
volta rientrato in Italia?

Vorrei, poi, ricevere informazioni riguardo l’affidamento condiviso (diverso da quello congiunto), anche per far conoscere a mia moglie questa diversa opportunità affinché si possa trovare un accordo per non creare una notevole disparità per quanto riguarda i tempi (e non solo di questi) da trascorrere con i figli.

Sperando di ricevere al più presto una Vostra risposta v'invio i più
cordiali saluti.

E..
e......@libero.



Salve

Mi chiamo A., da tanto tempo ormai si sente parlare di separazioni e divorzi(io non sono sposato e non ho figli) e nella
maggior parte dei casi sono le donne a richiederlo e tutti sanno perckè!!
Nella fattispecie le leggi sono tutte a favore delle donne, le quali conoscono bene le leggi e quando un matrimonio attraversa
una leggerissima crisi cosa si fa?? Ma come divorziamo e ci facciamo mantenere dai ns. ex maritini.
Ma stiamo skerzando!!!! Quando una donna fa le corna al marito uno cosa fa si vuole separare per poi mantenerla, perdere la casa
che uno si è fatto con tanti sacrifici mantenerle e perdere i figli infatti tutti ormai sanno ke le madri nella maggior parte dei casi
riescono a fare il lavaggio del cervello ai figli mettendoli contro i padri!!
Non lamentiamoci poi quando i padri escono fuori di testa e fanno stragi (ormai è all 'ordine del giorno) ammazzando le mogli e poi
purtroppo i propri figli. Nelle TV c'molta omertà si da sempre colpa ai padri certo non è giusto arrivare a tanto ma Dio Santo,
entriamo nella testa di uno ke si è fatto da solo la casa e la perde, deve mantenere una moglie ke magari o l'ha tradito o ha
detto la solita scusa del padre violento!!!
Certo esistono anke uomini ke abbandonano le mogli e sono violenti, allora io dico, regolarizziamo il divorzio sia a favore dell'uomo
sia della donna.
Proviamo a pensare una legge ke dice: per le mogli: se abbandonate i VS mariti per futili motivi vi mantenete da sole andate a lavorare e se la casa è dell'uomo allora ve ne cercate un altra!!!e se non ne possedete una allora lo stato vi aiuterà ma non certo
noi uomini. Io penso ke i divorzi diminuirebbero di gran numero.
Io non sono ne un avvocato ne un giudice queste sono solo idee ke andrebbero realizzate da ki di dovere a favore e soprattutto
alla pari per l'uomo e per la donna.
Comunque penso che le leggi non cambieranno mai e noi uomini purtroppo non ci possiamo fare niente! però allora non
scandalizziamoci quando i padri escono fuori di testa e fanno certe pazzie Ken tutti sanno.
Un saluto, in particolare a tutti quei padri ke vivono questa triste realtà

A.



Sono un Padre che sta vivendo una situazione molto negativa in relazione al rapporto Padre-Figlio

Il padre che non riesce e che non può vedere il figlio.

Vietato dalla madre, e dal Tribunale dei Minori.

Da due mesi nessun contatto.

Che emette un provvedimento inaudita parte su accuse formulate dalla Signora in questione.

Il Padre non discute oggi sulla fondatezze delle accuse perché è il lavoro dei giudici e della magistratura,la discussione invece la faccio sul rapporto Padre-Figlio.

Se c’è un male va estirpato, ma il bambino rimane senza Padre.

Il Padre è una figura importante nella formazione dell’identità sociale del bambino?

Io ,ignorantemente penso di si, allora si tutela il bambino , e come, privandolo dal padre.

Io sono molto amareggiato e deluso , non c’è peggiore cosa che essere privati della cosa più importante della propria vita, il figlio.

Io sono siciliano, orgoglioso di esserlo,e la famiglia per mia cultura è tutto, si lavora, si pensa si fa per la famiglia per i figli.

Tutto per loro, gratuitamente,la tua vita nel momento in cui decidi di diventare Padre è loro.

Io mi sento di mio figlio e mio figlio è cosa mia , fa parte della mia vita,è il mio sangue.

Lo voglio , voglio fare il Padre, voglio crescerlo,voglio giocarci,voglio accompagnarlo a scuola, voglio trasmettere i miei valori,voglio

educarlo, voglio cenare,uscire, passeggiare,vedere la partita, giocare con le costruzioni, a cavalluccio,con le macchine,voglio insegnare a scrivere a leggere a mio figlio, voglio seguirlo a scuola, parlare con le maestre.

Voglio lavorare per mio figlio, fare i sacrifici, alzarmi alle 5 di mattina per mio figlio. Voglio fare il Padre è la lettera di un Padre, anzi del Padre di S.

Il mio piccolo cucciolo a cui dedico questi miei pensieri:

A S.

A te che sei il germoglio della mia vita,

o piccola creatura ,tenera ed indifesa,

che mostri più forza di quella attesa,

che segni nel mio cuore infinita speranza,

che calchi nel mio cuore immenso ottimismo,

che apri il mio cuore nelle giornate più tetre,

che sei un fascio di sole inesauribile.

Per te,

che sei la ragione della mia vita,

che sei la mia vita stessa,

che sei la forza e l’energia,

che sei il frutto dell’ amore,

che sei la parte più bella della vita,

che sei testimonianza viva del mio amore,

che sei il segno indelebile.

O figlio mio,

solo le mura sanno quanto vali per me,

gelosamente dentro di me ti custodisco,

niente e nessuno frammenterà il Nostro amore.

Solo chi non chiacchiera è capace di parlare,

solo chi non sente è capace di ascoltare.

O figlio caro,

nel mio cuore sei acqua che zampilla,

sei primavera che fiorisce,

sei il sole che illumina e riscalda,

sei seme che germoglia,

sei la legna che riscalda.

O adorato figlio,

il dolore più grande è perdere un figlio,

io non ti ho perso e ne gioisco.

Non averti tra le mia braccia mi rattrista

Ma è cosa ovvia per un Padre ,

amare ciò che è facile o ciò che è tuo

è semplice,

amare ciò che è presente è spontaneo,

amare ciò che tocchi è materiale,

amare ciò che vedi è superficiale.

L’amore e l’amare sono altra cosa,

patire e soffrire, per poi gioire e ridere,

pensare a quell’amore, che non hai,

che non abbracci,che non baci,che non accarezzi,

che non vedi,amare al di là delle cose, della materia.

Al di là dello spazio, al di là del tempo.

L’amore non si spegne, o c’è o è un’altra cosa.

Per te provo amore e sarà sempre vivo.

Non sono proclami i miei, sono ciò che penso.

Tu hai solo il diritto di ricevere amore,

io te lo do così.

Essendo il frutto di un gesto di amore, di un atto d’amore,

tu sei l’essenza di ciò.

Onorare me stesso, ciò che è stato, significa amarti.

La passione finisce,l’attrazione finisce,l’amore no.

È sapere ,io,di amarti così tanto, nella mia semplicità,

nei miei limiti,nei miei pregi, il non confondere il sentimento

con la materia,la concretezza,il solido,

mi ricarica, e mi fa apprezzare la vita.

Non dispero per quello che è, per quello che si fa,

non dispero per quello che non è, quello che non si è fatto,

mi rammarico solamente perché tu

non ricevi quello che dovresti.

Basta amare se stesso, per quello che si è,

con limiti e pregi, con errori e conferme, per amare la vita.

Essendo tu la testimonianza della vita, ed io

amando la mia vita e amando me stesso , posso dire di amarti profondamente e concretamente.

Con affetto
Tuo Papà

B. V.


C. A.,
via ....... ..... - 000.. T.
nato a N. il ../../1961
separato in data ../../2000.
Ho due figli di 13 e 10 anni.
domanda: "dopo tre anni di separazione è mai possibile
che l'ex moglie non mi faccia sapere i miei figli
dove andranno a scuola, le visite mediche che
effettuano.
Distinti saluti.


Sono un genitore separato. Sono padre di un figlio di 9 anni, mi trovo in
difficoltà, perchè al momento della separazione in un momento di crisi ho
firmato una separazione consensuale. Adesso mi trovo in grosse difficoltà,
perchè anche essendo un lavoratore dipendente, mi hanno bastonato per
bene,senza parlare del disagio e nella difficoltà delle privazioni che
ricevo per mio figlio.

grazie.

chiedo un aiuto.



Sono un genitore separato;mia mia moglie e mia figlia vivono in un'altra città.

Ho accettato, con relativa razionalità, la separazione (oramai sancita legalmente), tuttavia avendo reperito
il Vs. indirizzo web, Vi scrivo per chiedere un parere legale.

Mia moglie decise, a suo tempo, di lasciare M., città in cui vivevamo, per tornare nella sua città nativa,
portandosi con sè ns. figlia, di neanche 3 anni di età.

Il gesto di mia moglie non mi era stato comunicato preventivamente e fu compiuto nella settimana in cui,
per motivi di lavoro, mi trovavo in USA.

Per lo sviluppo psico-emotivo di mia figlia non ho mai inteso ingaggiare una lotta legale o ostacolare in
qualche modo la relazione tra i genitori e ns. figlia.

Vi chiedo ora, se possibile, di sapere se il codice civile italiano prevede sanzioni, o qualcosa di simile,
in riferimento al fatto che un genitore possa autonomamente lasciare la casa in cui viveva assieme al coniuge,
portandosi con sè il minore.

L'avvocato, a cui mi sono rivolto per gestire la parte legale della faccenda, non mi convinto a riguardo.


Vi ringrazio in anticipo e porgo distinti saluti

L. A.



Spettabile Organizzazione,
con questa mia per richiedere l'iscrizione e conoscere come e chi contattare per avere nell'immediato dei lumi sulla migliore modalità di comportamento personale nei riguardi delle ingiustizie perpetrate da mia moglie, essendo in fase di separazione, che non mi vieta ma impedisce di vedere mia figlia (di 15 anni) prima che sia stata formulata la sentenza del Giudice. Per ogni comunicazione:
Dott. A. V.
Viale .... ....n... - ..... B........
Tel. 0831-......
Cell. 333-.......
E-mail: a.............@libero.it


Mi accingo per la prima volta, ma come ripeto con paura, ad esternare la mia angoscia di una situazione di convivenza con una compagna da 7 anni e da 3 anni è nata nostra figlia E.. Sono separato da 7 anni dopo un matrimonio durato 25 anni con un figlio che oggi
ha 32 anni. L'evento della nascita di E. mi ha dato la carica per poter affrontare con gioia e serenità una nuova vita, oggi sono
un padre di 53 anni con una buona professione, ma dicevo che il mio stato d'animoè molto turbato per le continue incomprensioni con
la mamma di E., penso di aver cercato il tutto per tutto per avere una armonia con la madre, ma mi accorgo giorno dopo giorno che
la nostra relazione è sempre più tesa. Cosa posso fare? Svolgo la mia professione a M., mentre mia figlia e la mamma si sono
trasferiti a T. da tre mesi, momentaneamente in casa dei suoi genitori nell'attesa che finiscano i lavori di restauro di un appartamento
da me acquistato sullo stesso piano dei suoi genitori e intestato con autorizzazione alla minore con uso frutto alla madre, tale scelta
di trasferimento è stata presa da entrambi, in questo periodo faccio il pendolare ogni fine settimana con la voglia di poter anch 'io cercare
e svolgere la mia professione di medico odontoiatra nella città di T.. Durante le vacanze di Natale ho avuto un forte contrasto con la
nonna di mia figlia sorvolando i particolari della discussione mi è stato intimato di non mettere più piede in casa loro, ora nell'attesa che
l'appartamento sia ultimato come posso stare ancora con mia figlia la potrò ancora rivedere? cosa posso fare? sarà inevitabile un'azione legale? Grazie.



Sono un papà di 37 anni circa, con un matrimonio quasi alla fine ed un bambino
di 8. molto sensibile e + volte spettatore di liti. e cosciente della nostra
situazione familiare.
1- come funziona la separazione consensuale;
2- con uno stipendio di circa 1700 euro, e la moglie che lavora con
uno stipendio di circa 1100 euro, e proprietaria di due case, a
quanto ammonterebbe l'assegno di mantenimento del figlio;
3- l'affidamento congiunto, come funziona e quante volte settimanali
potrei vedere il figlio? cosa + importante X lui e X me.

grazie
e-mail: f........@tiscali.it



Io vivo a G.,mia moglie (separata,lavora come insegnante) a M..Lì è arrivata decidendo autonomamente e volontariamente di trasferirsi da G.,portandosi con sè i figli. Che cosa ha brillantemente stabilito il Presidente del Tribunale di M.? Che io,oltre a pagare un mantenimento alla moglie che lavora (tra moglie e figli metà del mio stipendio!),posso vedere i figli il mercoledì ed il venerdì pomeriggio dalle 16 alle 18 e le domeniche alterne. Certo! G. e M. sono vicinissime! Nonostante varie richieste il Giudice Istruttore non intende modificare nulla di tali provvedimenti provvisori,perchè è in corso un giudizio preliminare in quanto ho contestato la competenza del Tribunale di M.. E così non vedo i miei figli da quasi due anni. Questa sì,è giustizia!
G. M. - G.


Cara Gesef,
sono un genitore separato da 4 anni con un figlio (affidato alla madre) di 6. Dopo la separazione, sono andato a vivere in un altro quartiere di Roma e tale distanza non mi consente nei "miei" pomeriggi doposcuola di ritornare con mio figlio a casa. Vivo perciò all'aperto con una vera vocazione per i films per bambini. Tuttavia non tutte le settimane escono nuovi film e quindi, soprattutto d'inverno con gli uggiosi e brevi pomeriggi, ho l'angoscioso problema di "che fare?" con mio figlio. Se possibile, Vi chiedo quindi aiuto nel trovare iniziative ludiche, musicali, sportive nella zona Appio Alberone o di mettermi in contatto con altre associazioni che mi possano successivamente indirizzare. Un grazie anticipato.

S. P.


Spett.le sig. Vincenzo Spavone
ho visto parte della trasmissione CASA RAIUNO di lunedi'18/11/2002
condotta da Massimo Giletti intorno alle ore 16,00.
Ho sentito la storia della famiglia di Valentina, della madre e del
padre e sono rimasto colpito dal racconto di Valentina e dei sentimenti
che ha vissuto durante la separazione, le difficoltà che aveva nei
suoi rapporti col padre.
Sono padre divorziato e non ho da anni piu'alcun contatto con mio
figlio 17.enne che rifiuta ogni contatto con me perché plagiato dalla
madre, complice l'inefficienza e l'impreparazione delle strutture
pubbliche.
Vorrei poter contattare il papa'di Valentina ma non conosco ne il
cognome ed il nome ne dove vive: sarei molto felice poter avere i suoi
dati per contattarlo telefonicamente o per posta.
Ringraziandovi anticipatamente per il vostro lavoro.
L. P.
p.......i@libero.it



Sono K. A., il padre di I., la bimba al centro delle cronache di quest'estate perché contesa fra Italia e S..

Ho bisogno di aiuto, la mia bambina è rientrata in Italia il .. di agosto insieme alla madre, io sono tornato il .. di settembre e non ho ancora potuto incontrare mia figlia che non vedo dal .. di agosto.

Questo nonostante le promesse e le rassicurazioni dell'ambasciata italiana a D. e della madre di mia figlia, I. M., la quale mi aveva promesso che avrei potuto incontrare o sentire la bambina telefonicamente.

Io non oso avvicinarmi all'abitazione di I. in quanto temo ritorsioni o denunce nei confronti della mia persona.

Vorrei vederla o almeno sentire la sua voce che, per telefono, mi chiama ancora "papà".

Sono disposto a qualsiasi condizione pur di riabbracciare al più presto mia figlia e cerco di portare pazienza perché ho fiducia nella legge italiana affinché garantisca i miei diritti di padre.

Ho però deciso che, se entro la fine del corrente mese, non mi sarà consentito di vederla o sentirla per telefono, intraprenderò lo sciopero della fame o davanti al tribunale di B. o davanti alla sede de "L'Eco di B".

Mi rivolgo con fiducia a voi, sperando che vogliate raccogliere questo mio appello aiutandomi a rivedere la mia dolcissima I..

Questo è il mio recapito telefonico: 380/.......

In attesa di una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente

K. A.



Io e la mia ex compagna da 21 mesi non vediamo nostra figlia, all'età di 18 mesi ci è stata tolta , con provvedimento del Tribunale dei minori di A..Io e la mia ex usavamo sostanze stupefacenti.Ora da più di un anno siamo in strutture comunitarie. Quanto tempo dovremmo aspettare ancora per iniziare a riavvicinarci a lei, le relazioni che ci fanno nelle nostre sedi sono buone. Cosa regola i tempi:c'una legge in merito?


Mi sono recentemente iscritto alla Gesef perchè, come tanti altri padri nella mia situazione, ero alla ricerca di Persone che potessero aiutarmi ad affrontare le "comuni" problematiche che seguono una separazione ed un divorzio.
Ho divorziato il .. aprile 2002, fino al termine di maggio non ho subìto ostracismi particolarmente pesanti da parte della mia ex nei rapporti con la mia bambina.
Dall'inizio di giugno in poi mia figlia si è categoricamente rifiutata di frequentarmi e di ricevere mie telefonate. Sono riuscito a trascorrere un'ora con lei il .. giugno per cercare di capire cosa fosse successo. Sono stato investito da un fiume di argomentazioni "adulte" per poi sentirmi dire (ha dieci anni e mezzo) "non ti voglio più vedere nè sentire finchè non cambi!" Le ho chiesto cosa spiegazioni sul significato attribuito al mio cambiamento e mi ha risposto che lei vuole che io "chieda scusa alla madre per le bugie dette al giudice" (mia comparsa di costituzione in occasione di una sua richiesta di aumento dell'assegno nel 1999), alla sua maestra preferita che noi "stupidi genitori" abbiamo fatto allontanare dalla scuola (incapace di insegnare, uso frequente del cellulare durante le lezioni, minacce ai bambini, ecc.).
Dato che io l'avevo sempre tenuta all'oscuro di tutti i problemi legati ai rapporti tra me ed altri adulti, ho creduto che i fatti le erano stati raccontati dalla madre e dal suo compagno; le ho chiesto come facesse a conoscere tutti quei dettagli e lei, ingenuamente, me ne ha dato conferma.
Non verrò mai meno al valore che assegno ai miei pochi ma integri principi, non mentirò mai per soddisfare le richieste degli adulti veicolate tramite mia figlia nè mai le darò motivo di credere che suo padre è un falso.
Non la vedo più dal .. giugno 2002. Sembra che non esistano vie legali per sedare la situazione ed il mio malessere per la condizione coercitiva che lei sta vivendo aumenta ogni giorno di più.
C' qualcosa, qualsiasi cosa, che io possa fare per tornare a vivere la gioia di vivere la mia bambina?
Ringrazio anticipatamente per qualsiasi risposta possiate darmi.

Cordiali saluti
C.


Sono un padre separato stanco di limitarsi alla sola protesta verbale. che posso fare?



Sono un papà che vive in provincia di La Spezia e sono in via di
separazione, ma non voglio assolutamente perdere la possibilità di
crescere mia figlia, in questo momento sono solo separato di fatto e
mia moglie minaccia di togliermi mia figlia, di non farmela vedere etc.
etc., ho bisogno di un buon avvocato qui in zona che sappia assistermi
e non farmi perdere mia figlia, anzi!!
Vi ringrazio anticipatamente

A.



Spettabile GESEF,
appena venuto a conoscenza da un Collega, separato ormai da alcuni anni, dell 'esistenza del vostro Sito e collegatomi ad esso, e nonostante ancora nulla è stato scritto nè vi siano sentenze del Giudice ma solo dopo un primo incontro congiuntamente con i propri Avvocati, trovo veramente interessante e soprattutto utile la Vostra iniziativa. E'ammirevole, anche perchè si poggia sull 'opera di volontari e senza scopo di lucro. Anch'io, nel mio piccolo, sono un volontario sanitario e ben comprendo l'entusiasmo del volontario a raggiungere dei traguardi senza enfatizzare il suo operato.
Grazie. Grazie di aver dato spazio a qualcosa che non osavo sbandierare (per tradizioni legislative o intendimenti giuridici), e cioè il diritto di Padre di continuare ad assolvere tale compito nell'interesse dell'equilibrio psichico ed affettivo del figlio, specie se di minore età. Grazie. Da stasera sarò leggermente più sereno. Una serenità che porterà giovamento alla calma consapevole di essere nel giusto a pretendere qualcosa che dovrebbe essere scontata, lapalissiana. Ma che così purtroppo ancora non è. Grazie, infine per i suggerimenti giuridici almeno per non incorrere in errori dettati dall'ignoranza di queste cose, che cadono all'improvviso alle soglie dei 50 anni. Continuate così, anzi siate più incisivi che mai, perchè i figli, più degli stessi genitori, hanno diritto di vivere assieme ai propri genitori. Spero e prego che anche la Chiesa faccia di tutto perchè prevalga un equilibrato amore verso quei figli oggetto di carte di tribunali, perchè credendo nell'indissolubilità del Matrimonio non si può pretendere di accondiscendere civilmente alla dissolubilità dell'amore verso i propri figli e questi verso un solo genitore.
Cordiali saluti
Dott. A. V.


la mia ex fidanzata con la quale non ho mai convissuto può opporsi alle
visite della nonna paterna, mia madre per intenderci,anche se sono presente
anch'io? da tenere presente che lei vive nella casa dei suoi genitori. può
decidere senza consultarmi di portare il bimbo al mare o a una visita, un
corso di massaggi? può decidere quanto tempo debba stare in compagnia di mio
figlio per poi gettarmi fuori da casa sua? può somministrare medicamenti a
un bimbo di due mesi senza chiedermelo con quale diritto mi dice che posso
stare con mio figlio 1 ora durante la settimana e 2 la domenica. Esiste
ancora la costituzione , la dichiarazione dei diritti dell'uomo. da quello
che vedo su internet e dalle varie sentenze un maschio in italia va bene
solo per fornire sperma e soldi alle proprie compagne le quali in ogni
momento possono togliere al compagno: proprietà, figli, soldi, diritto
all'espatrio, dignità casa. sono discriminato questa non è la mia patria. se
non otterrò giustizia andrò in un consolato e chiederò asilo politico
chiamerò anche la stampa. se non posso vedere liberamente mio figlio meglio
che emigri in un paese più giusto, in questo non voglio viverci più


distinti saluti

M. dott. B.


Sono un papà divorziato da circa 10 anni. Mia figlia di anni 14 da circa un
anno non intende più venire a trovarmi durante i periodi stabiliti nella
sentenza divorzio. Al telefono mi ha detto che non ha più voglia e che non
la posso costringere. Lei abita con la mamma (che sta con un altro) a L.
ed io a R..
Cosa posso fare?
Grazie e cordiali saluti
D.C.


Mi sono recentemente iscritto alla Gesef perchè, come tanti altri padri nella mia situazione, sono alla ricerca di Persone che possano aiutarmi ad affrontare le "comuni" problematiche che seguono a una separazione e ad un divorzio.

Ho divorziato a metà aprile 2002 e fino al termine di maggio non ho subito ostracismi particolarmente pesanti da parte della mia ex nei rapporti con la mia bambina.

Dall'inizio di giugno in poi mia figlia si è categoricamente rifiutata di frequentarmi e di ricevere mie telefonate.

Sono riuscito a trascorrere un'ora con lei, a metà giugno, per cercare di capire cosa fosse successo.

Sono stato investito da un fiume di argomentazioni "adulte" per poi sentirmi dire (ha dieci anni e mezzo): "Non ti voglio più vedere, nè sentire, finchè non cambi!"

Le ho chiesto spiegazioni sul significato attribuito al mio cambiamento e mi ha risposto che lei vuole che io "chieda scusa alla madre per le bugie dette al giudice" e anche alla sua maestra preferita che noi "stupidi genitori" avevamo fatto allontanare dalla scuola.

Dato che io l'avevo sempre tenuta all'oscuro di tutti i problemi legati ai rapporti tra me ed altri adulti, ho immaginato che i fatti le fossero stati raccontati dalla madre e dal suo compagno; le ho chiesto come facesse a conoscere tutti quei dettagli e lei, ingenuamente, me ne ha dato conferma.

Non verrò mai meno al valore che assegno ai miei pochi ma integri principi, non mentirò mai per soddisfare le richieste degli adulti veicolate tramite mia figlia, nè mai le darò motivo di credere che suo padre è un falso.

Non la vedo più da quel giorno di giugno 2002.

Sembra che non esistano vie legali per sedare la situazione ed il mio malessere per la condizione coercitiva che lei sta vivendo aumenta ogni giorno di più.

C'è qualcosa, qualsiasi cosa, che io possa fare per riavere la gioia di vivere la mia bambina?

Ringrazio anticipatamente per qualsiasi risposta possiate darmi.

Cordiali saluti

C.


Sono un papà che vive in provincia di La Spezia e sono in via di separazione

Ma non voglio assolutamente perdere la possibilità di crescere mia figlia.

In questo momento sono solo separato di fatto e mia moglie minaccia di togliermi mia figlia, di non farmela vedere etc., etc..

Ho bisogno di un buon avvocato, qui in zona, che sappia assistermi e non farmi perdere mia figlia, anzi!!

Vi ringrazio anticipatamente,

Andrea.


Può la mia ex fidanzata, con la quale non ho mai convissuto, opporsi alle visite della nonna paterna (mia madre per intenderci) pure se sono presente anch'io?

E'da tenere presente che lei vive nella casa dei suoi genitori.

Può lei decidere, senza consultarmi, di portare il bimbo al mare o a una visita o a un corso di massaggi?

Può lei decidere quanto tempo io debba stare in compagnia di mio figlio, per poi gettarmi fuori da casa sua?

Può somministrare medicamenti a un bimbo di due mesi senza chiedermelo?

Con quale diritto mi dice che posso stare con mio figlio un'ora durante la settimana e due la domenica?

Esiste ancora la Costituzione, la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo?

Da quello che vedo su Internet, e dalle varie sentenze, un maschio in Italia va bene solo per fornire seme e soldi alle proprie compagne le quali, in ogni momento, possono togliere al compagno: proprietà, figli, soldi, diritto all'espatrio, dignità, casa...

Sono discriminato: questa non è la mia patria!

Se non otterrò giustizia, andrò in un Consolato e chiederò asilo politico.


Chiamerò anche la stampa.

Se non posso vedere liberamente mio figlio, è meglio che emigri in un paese più giusto: in questo non voglio viverci più!


Distinti saluti,

M. dott. B.


Sono un papà divorziato da circa 10 anni.

Mia figlia, di anni 14, da circa un anno non intende più venire a trovarmi durante i periodi stabiliti nella sentenza di divorzio.

Al telefono mi ha detto che non ha più voglia e che non la posso costringere.

Lei abita con la mamma (che sta con un altro) a Lecce ed io a Ragusa.

Cosa posso fare?

Grazie e cordiali saluti

D.C.


In caso di separazione dei genitori, il figlio rimane sempre con la madre?

Può una madre, in occasione di discussioni familiari, avvalersi di tale certezza per minacciare la separazione?

Grazie

S. R.


Mi presento. Il mio nome è G. C.; sono stato separato dai miei figli due anni e mezzo fà.


Ho bisogno di aiuto; non riesco a capire come si possa tenere lontano un genitore dai propri figli.

Sono una persona normalissima, senza impedimenti giuridici di sorta; mi sono rivolto alla magistratura ordinaria per ben due volte.

Per ben due volte ho avuto l'impressione che dei miei problemi, del fatto che mi viene vietato un vero e serio rapporto con i miei figli, non gliene frega proprio niente a nessuno.

Che schifo!

Ho deciso di comunicare con voi e, giustamente, vi invierò il contributo di iscrizione, buon lavoro!


Sono il padre di una bimba di 4 anni.

Essendo separato da oltre un anno, mi trovo in questa difficile situazione.

Al momento della separazione vivevamo a Firenze; ci fu un accordo scritto, firmato davanti al giudice, secondo il quale io avevo ampie possibilità di visita: 3 pomeriggi alla settimana, un weekend ogni 15 giorni, festività in alternanza, 15 giorni in estate e 7 giorni in inverno.

Anche se non ci si può dichiarare contenti in quei momenti, pensavo che sarebbe potuta andare peggio.

Dopo poco più di un mese la "signora" se n'tornata al paese di origine in Lombardia (a convivere con un altro) creando non pochi problemi!

Non solo: io avevo l'accordo scritto che dopo il 4° anno di età la bambina avrebbe potuto passare ogni 15 giorni un fine settimana con me.

Ecco: lei non permette questo, ed inoltre, contravvenendo all'accordo, limita le mie visite all'orario 17.00-19.00!

Si, avete letto bene, io faccio 330 chilometri per stare con mia figlia 2 ore..!

Cosa posso fare prima di perdere totalmente il controllo? Perchè lei può fare questo?

Vi prego di rispondermi, sono un vostro socio e vi lascio anche il numero di telefono: 34........

F.


Mi chiamo E. ed è da novembre che sono in fase di separazione.

Fino a qualche settimana fa, nonostante la decisione di mia moglie, almeno nostro figlio abbiamo cercato di tenerlo fuori.

Ma, quando ho prospettato una richiesta di affidamento congiunto, lei è sparita con mio figlio senza lasciare traccia, costringendomi a denunciare l'accaduto.

Vi prego: aiutatemi!

Oggi, 27/05/2002, mia moglie ha fatto rientro alla sua casa paterna e, dopo svariate telefonate da parte mia, mi ha riferito di scordarmi di mio figlio.

Per me lui e'tutto, mi sento morire, vi prego!

Ma è mai possibile che in Italia non ci si possa appellare a qualche legge?

Mio figlio ha solo tre anni e io temo per la sua psiche!


E.


Buongiorno,

ho avuto modo oggi di visitare il vostro sito e lo trovo indubbiamente interessante.
Ho letto le lettere di tante persone che non sanno piu'cosa fare per poter avere un rapporto sereno e naturale con i propri figli.
Una cosa però mi ha fatto pensare:
le lettere sono solo di tanti padri disperati che cercano di aggrapparsi a qualsiasi appiglio pur di far capire a questa società che anche i papa'sanno dare amore ai loro figli e che anche i papa'hanno un cuore, un anima e che anche i papa'soffrono l'allontanamento da un figlio, cossi'come allo stesso modo ne soffrono i figli.
Beh io sono un papa'separato come tanti altri che vi hanno scritto e ho due bambine stupende di 6 e 4 anni e in questo momento non riesco neanche a scrivere perché le lacrime mi coprono gli occhi.
La separazione ha fatto modo che tra me e le mie figlie si sia instaurato un rapporto bellissimo, perché quando stanno con me devo fare da padre e da madre, cosa che prima chiaramente non era.
Però soffro.
Soffro maledettamente il fatto che le mie bimbe siano state messe in mezzo a tutti i problemi che puo'comportare la separazione tra due genitori.
Soffro maledettamente il fatto che loro subiscano le conseguenze della "lotta" tra me e mia moglie .
Soffro maledettamente il fatto che le bimbe siano usate e strumentalizzate da mia moglie contro il loro papa'.
Soffro ancora di piu'il fatto che debbano frequentare, anche contro la mia e la loro volontà, la persona che attualmente sta'con mia moglie e il loro sporco giro di amici, tutte persone che hanno rovinato la mia famiglia.
Sono sempre stato abbastanza forte e sono abituato a lottare, ma mi rendo conto che in questa specifica situazione non ho armi da usare e mia moglie ha tutto l'appoggio delle leggi attualmente in vigore ed io mi sto'sgretolando psicologicamente e fisicamente.
Io ho sempre e solo chiesto una cosa a mia moglie:
per piacere tieni le bimbe lontane da quelle persone.
Purtroppo a lei non interessa nulla delle mie parole ma visto che le bambine soffrono di questa situazione, mi chiedo se le interessi qualcosa delle bimbe.
Possibile che io come padre non abbia nessuna voce in capitolo?????
Per quale motivo il Signore ha voluto che tutti noi avessimo un padre e una madre, se poi i nostri governanti si ritengono superiori al Padre Eterno e permettono simili cose????

Per piacere aiutatemi e ditemi cosa posso fare affinchè le bambine non vengano immischiate con persone che hanno rovinato la loro famiglia e che sicuramente rovineranno il loro futuro.

Grazie per avermi ascoltato.
M. Q. ( provincia di Novara)


La mia attuale compagna 3 mesi prima della nostra convivenza ha avuto una
relazione (una tantum: così almeno dice lei)
con un uomo il quale l'ha messa incinta.
Il bambino nato è stato riconosciuto da me in quanto presunto padre
naturale.
La persona che ha avuto la relazione con mia moglie, mossa non so da quali
principi, si è fatta avanti avanzando richieste sulla paternità del bambino.
Adesso ha ottenuto il disconoscimento della mia paternità naturale
attraverso l'esame del DNA e ha cominciato a visitare il bambino 1 volta
ogni 15 gg. . Vorrei sapere quali diritti può questa persona avanzare nei
confronti del minore tipo: l'affidamento congiunto, il cambio del cognome, ecc.

Grazie.


Sono un padre separato che sta vivendo da giugno 2000 una storia comune a tanti padri che chiedono solo il diritto per i loro figli di non perdere uno dei genitori.
Ho deciso di combattere per evitare che ciò accada, ma sono sempre più stanco e scoraggiato da leggi e psicologhe che tutto fanno fuorchè comprendere le esigenze dei bimbi e il diritto a non scomparire.
Ho partecipato ad un convegno a Salerno promosso dal Giudice D. F., che si è qualificato come promotore della legge sull'affidamento condiviso, e ne ho apprezzato la lucidità e la serenità rispetto all'argomento che sicuramente gli derivano da una grande esperienza professionale; e forse anche da altri dolori che molti di noi oggi vivono.
Ho chiesto l'affidamento congiunto, contando anche sul fatto che viviamo ad un piano di distanza e sulla scorta di un ottimo rapporto che vivo con i bimbi che mi stanno dando la forza di andare avanti e mi lacerano con le loro continue richieste di aiuto, manifestate con parole e fatti.
Nel frattempo cosa fare, visto che la psicologa nominata dal tribunale mi ha fatto chiaramente capire che non condivide l'ipotesi dell'affidamento congiunto, facendo capire che i bimbi hanno bisogno di punti di riferimento precisi (la cameretta, il bagno, i giocattoli): come se la mia casa fosse la capanna dello zio Tom o che oggetti inanimati fossero più importanti della figura paterna?!


Egregi Signori,

sono separato da circa due anni con vicissitudini varie e sono padre di due splendidi bambini. Non so bene cos'che posso fare per il mio stato attuale di ....difficoltà nel rispettare gli impegni conciliandoli con altre problematiche inerenti al mio lavoro in questo momento in difficoltà.
Non so quali accorgimenti adottare, cosa spingermi a fare; e nel contempo mi sento solo e senza appoggi: solo la possibilità di fare cause che si prospettano lunghe e dall'esito alquanto incerto; so solo che io rischio sempre di arrivare al tracollo, non solo finanziario ma anche fisico e mentale; non so se questo e il modo giusto di esternare tutto ciò, ma sono alla ricerca di aiuto o di soluzioni e gradirei parlare con qualcuno a riguardo delle mie difficoltà. Grazie.
G. S.


Non sono iscritto ma lo diventerò. Sono nella fase forse più critica nella quale, avendo chiesto la separazione, mia moglie richiede l'affidamento del figlio, gli assegni di mantenimento per lei e per il figlio. Dovrò chiedere al giudice di decidere...
Quali sono le previsioni di tempo per una legge meno punitiva per il padre?
Grazie! Distinti saluti
A. R.


Salve, sono un genitore separato da circa un anno e mezzo e la mia ex è andata a vivere in un paese lontano da Cagliari (dove risiedo) distante 120 km dove abitano anche i nonni dei miei figli. Quindi per poter continuare a fare il papà devo essere sempre in viaggio andando avanti e indietro e per poterli vedere solo il fine settimana; così facendo di certo il mio rapporto con i bambini si è ridotto all'osso.
La mia domanda è: ma come posso fare il padre vedendoli ogni 15 giorni per un fine settimana? E'vero che le coppie si lasciano, ma la cosa che non trovo giusto e che alla fine finisci anche di essere padre.
Grazie anticipatamente per la vostra attenzione.


Sono uscito di casa dal novembre 2001. Riesco a vedere le mie bambine di
6 e 4 anni con una certa regolarità, anche se la mia ex moglie non ha mai
voluto raggiungere un accordo sul mio diritto di visita. Ci stiamo
avvicinando alla prima udienza presso il Tribunale di V., nella
quale il giudice emetterà i provvedimenti provvisori. L'udienzaè infatti
fissata per il febbraio prossimo. Sino ad allora vivrò in un contesto
senza regole, per cui sembra che la mia ex moglie possa decidere quando
posso vedere le bambine e quando no. Mi sono opposto in mille modi a questo
atteggiamento arbitrario, ma soprattutto dannoso per le bambine, che sono
anche fatte oggetto di continui messaggi svalorizzanti della figura
paterna.
Oggi ho detto alla mia ex moglie che domani alle 18 e 30 andrò a prendere
le bambine, che ceneranno con me, dopodiché dormiranno a casa mia, o con me
dai nonni, e le accompagnerò io a scuola dopodomani mattina. La mia ex
moglie ha opposto un netto rifiuto, dicendo che le bambine devono dormire
sempre a casa loro e che la loro casa è quella in cui vive la madre. Dice
inoltre che sono le bambine che si rifiutano di dormire a casa mia, anche
se è già successo che lo abbiano fatto. Quello che noto nelle bambine è che
l'idea di dormire da me, e in genere di passare del tempo con me, viene da
loro associata ad una sorta di "tradimento" nei confronti della mamma:
hanno paura, sono angosciate dall'idea di "lasciare la mamma da sola".
Questo è chiaramente il frutto di messaggi strumentali veicolati dalla mia
ex moglie nei confronti delle bambine, che vengono da lei utilizzate nei
miei confronti come strumento di ricatto al fine di ottenere un sostanzioso
assegno di mantenimento. Adesso la mia ex-moglie dice che non vuole essere
più sola neanche nel momento in cui vado a prendere le bambine a casa,
perchè ha dipinto di me un'immagine di persona violenta e dice di temere
per la propria incolumità. Quindi ora, tutte le volte che vado a prendere
le bambine, c' sempre in casa anche la sorella o la madre di mia moglie.
Penso che tutte queste azioni rispondano all'obiettivo di usare questa
immagine di "mostro" davanti al giudice per screditarmi ed ottenere di
penalizzarmi sia dal punto di vista economico, sia, fatto ben più grave,
dal punto di vista del diritto delle bambine di stare con il loro papà.
Che cosa posso fare per fare in modo che le bambine inizino a dormire a
casa mia?

Cordiali saluti

M. A.
V.


Mi chiamo V. A. e sono già iscritto alla vostra associazione.

Con mia moglie ho una giudiziale in corso e un provvedimento provvisorio del Tribunale di Roma nel febbraio 2001 ordinava la mia uscita di casa entro 30 giorni.

Solo che anche mia moglie ha poi lasciato la casa senza avvisare nessuno.

Ora è in Sicilia dai suoi genitori. Ed io la mia piccola C. di quattro anni non la posso vedere se non a Natale a Pasqua e ad agosto.

AIUTATEMI VI PREGO: HO BISOGNO DI MIA FIGLIA COME LEI DI ME!

Cosa puo'cambiare nella mia situazione se questo disegno di legge passa?


Sono padre da 5 mesi e mezzo. Io e la mia compagna non abbiamo una unione legalmente riconosciuta; lei ha anche una figlia da una precedente unione con un altro compagno, anch'essa mai regolarizzata.
A seguito di miei errori e di divergenze di opinione di carattere familiare sfociate in una lite esagerata, il primo dell'anno sono stato buttato fuori da casa sua.
Beh, l'anno non poteva iniziare peggio visto che già quello vecchio stava finendo male.

Nonostante i tentativi di riappacificazione, peraltro solo da parte mia, e vari tentativi di riprovare, mi ha detto per telefono che tra noi non ci potrà più essere nulla.

Ora mi trovo a dover dipendere dai suoi umori e dalle sue disponibilità per poter vedere mia figlia. Per l'altra: lei ha detto che le darà delle spiegazioni (ha 7 anni).

Chiedo un consulto e informazioni di carattere legale per poter garantire e dare almeno a mia figlia una presenza paterna, che ritengo indispensabile sin dalla nascita.

Potete rispondermi all'indirizzo di e-mail: f...

Grazie.


... mi chiamo N. e sono il padre di E., un bimbo di due anni.
Sua madre è S., con la quale ho convissuto (non siamo mai stati sposati) dall'ottobre 1999 al giugno 2001.
Proprio in giugno lei ha deciso di andarsene dalla casa ove avevamo fissato la nostra residenza, portando con sé E. in un paesino a 40 km di distanza (paese di origine di S.).
Questa drastica decisione è conseguita ad un periodo di tensioni e di reciproche incomprensioni, anche se sarebbe più corretto parlare di stress.
Poco dopo il suo allontanamento sono sorte questioni di ordine economico.
S., nonostante la mia insistenza, non ha mai acconsentito a far stare con me E. più di dodici ore di seguito, arrogandosi il diritto di decidere che per E. passare la notte a casa di suo padre è "un grosso trauma".
Nonostante la brutta stagione, di fatto mi nega di soggiornare in casa sua con E., motivando semplicemente:"Lo posso fare, è casa mia".
E. purtroppo è usato come strumento di pressione ai fini più vari.
E'inutile che cerchi di descrivere il mio dolore, perché sarete abituati a sentire storie del genere. Almeno immagino...

Quello che vi chiedo è:
- se per i genitori non coniugati c' qualche speranza in più di ottenere un affidamento congiunto;
- se l'affidamento congiunto può essere agevolato dal fatto che S. si è separata da me in assenza di motivi seri;
- se posso chiedere (ed ottenere) che almeno una notte a settimana E. rimanga con me.

Vi ringrazio per la serietà del vostro impegno e per l'aiuto che vorrete darmi.

N.


Sono un genitore, come dite voi, separato dai figli; io vivo a Lecce e i
miei figli vivono a Firenze con la mia ex moglie che, tra l'altro, per sua
incapacità si è vista levare il minore dei due che è finito in istituto Io
non riesco ad avere modo di sbloccare la situazione; i servizi non mi
ascoltano, non mi avvertono e via; ho saputo che mio figlio finiva in
istituto a cose ormai fatte. Vorrei intervenire, vorrei indietro mio
figlio, ma nessuno mi promette niente, anzi...
Desidero vostre notizie, grazie.


Salve, sono un ragazzo molto giovane, e ho una figlia con la mia ex-convivente che 5 mesi fa se n'è andata via senza spiegazioni con un altro ragazzo, portando via la figlia e impedendomi in ogni modo di vederla e occuparmene.
E quindi sto cercando nomi e indirizzi di avvocati e associazioni esperti sulla materia, il piu vicino possibile alla Valtellina o provincia di Sondrio, per poter ridare un padre a mia figlia.
Sarei molto grato a chi mi indichi dove posso rivolgermi.

Grazie.


Sono separato da poco e ho un figlio di 14 anni, il mio desiderio è avere informazioni su eventuali corsi che potrei frequentare per recuperare e migliorare il rapporto con mio figlio.

Grazie. ….


Hi, my name is …, father of a baby girl . The baby was born in Italy, the mother has taken parental control and I need to know what my rights are. Please help me. I live in the United Kingdom and the baby is in Italy. It's a real mess.

With regards.


Sono un papà di due figli di 7 anni, separato da 3. Ho qualche problema con

mia moglie relativo alle visite dei figli. Posso esporre a qualcuno i

problemi per ottenere consigli e partecipare alle vostre attività?

Grazie.

Cordiali saluti.


Vorrei iscrivermi.

Dirigente (Bologna)

In breve: un figlio di 6 anni che non vedo da tre per falsa accusa di abuso

da parte della ex - moglie durante l'aspro conflitto con la stessa per

l'affidamento del bambino.


Gentile Associazione,

mi trovo a vivere una situazione conflittuale con mia moglie e chi ne sta purtroppo pagando le conseguenze sono i miei figli minori.

Vorrei sapere se vi è possibile quali sono le leggi che regolamentano l'affidamento, e in quali casi è previsto al padre.

Grazie.


Sono un genitore e credo di rientrare in qualcuna delle problematiche

esposte sul vostro sito.

Avrei bisogno di assistenza immediata, prego potete fornirmi informazioni in

merito:

il mio indirizzo è

…(Le)

Grazie in anticipo.


Ciao Cari,

sono un medico tedesco (ho studiato a Bologna) di Francoforte ed anch'io ho

un sacco di problemi, perché la madre della mia figlia non mi fa vedere la

mia …. Ho avuto già un processo, però con poco successo, perché le leggi

in Germania sono terribili. Mi piacerebbe sapere, come sono le leggi in

Italia e se esiste una pena per donne, che impediscono il contatto con il

padre.


Spett.le Gesef,

scrivo ad insaputa di mio fratello che devo assolutamente aiutare a

difendersi da una futura e probabile separazione da sua moglie; è padre

di due bambini sotto i dieci anni di cui si prenderà tutte le

responsabilità ma che al tempo stesso, in futuro, vorrebbe poterli

vedere e frequentare senza troppe restrizioni. ho bisogno di mettermi in

contatto con un bravissimo avvocato nella regione del Trentino Alto

Adige vi prego è urgente contattatemi e datemi un nominativo vi

ringrazio attendo fiduciosa.


Gentili Signori,

Vi scrivo con la speranza di poter trovare qualcuno

che abbia la voglia di cambiare questa iniqua situazione

nella quale si trova oggi un padre separato dai propri figli.

Stanco di essere continuamente ricattato dalla ex - moglie

vorrei rendermi conto se è possibile fare qualcosa affinché le mie figlie

possano liberamente e nel rispetto di tutti crescere assieme al loro padre.

Non solo, vorrei io stesso adoperarmi per cambiare a livello legislativo la

attuale situazione.

Cordiali saluti,

Pres. Vincenzo Spavone
Vincenzo Spavone - Presidente GESEF
Padri al Colosseo
Padri: manifestazione al Colosseo
Per loro
Per loro
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